Come aprire una scuola di lingue (e farla reggere dopo il primo anno)
Per aprire una scuola di lingue in Italia servono un'impresa iscritta al Registro delle imprese, il codice ATECO 85.59.10 e dei locali in regola; per i corsi liberi non c'è un'autorizzazione dedicata. È la parte breve del lavoro. Quella lunga comincia a giugno, quando ti siedi con il commercialista e scopri quanto hai guadagnato per ogni ora che hai lavorato.
per una scuola che fa corsi liberi bastano la Comunicazione unica, il codice ATECO 85.59.10 (il vecchio 85.59.30 oggi indica un'altra attività) e locali agibili e in regola. L'accreditamento regionale serve solo se vuoi fare formazione finanziata con fondi pubblici. Il franchising ti dà marchio e metodo in cambio di diritto d'ingresso, royalty e una parte della tua autonomia. Se la scuola regge dipende da quanto ti costa davvero un'ora di lezione, in un anno che spesso incassa per nove mesi e paga l'affitto per dodici.
Cosa serve per aprire una scuola di lingue
La forma giuridica
La strada più leggera è la ditta individuale in regime forfettario. Occhio però a due soglie che l'Agenzia delle Entrate mette tra i requisiti: ricavi fino a 85.000 euro l'anno e non più di 20.000 euro lordi spesi per dipendenti e collaboratori. Con due docenti a collaborazione, la seconda si avvicina in fretta.
Poi ci sono le società (snc, sas, srl), e c'è chi parte come associazione, che ha regole fiscali tutte sue. Quale forma ti conviene lo decidi con il commercialista, conti alla mano, prima di aprire la partita IVA.
Il codice ATECO giusto
Dal 1° aprile 2025 si usa la classificazione ATECO 2025 dell'ISTAT. Per le scuole di lingue il codice è 85.59.10, «Corsi di lingua straniera», e comprende corsi per ogni età, individuali o di gruppo, in presenza e online.
Se in qualche guida trovi 85.59.30, quella è la numerazione di prima: nella classificazione nuova lo stesso numero indica i servizi di istruzione delle università popolari. Prima di inviare la pratica, controlla il codice con il commercialista.
Le pratiche di avvio
L'impresa nasce con la Comunicazione unica, un solo invio telematico che ti iscrive al Registro delle imprese e apre le posizioni con Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL. Di solito la prepara il commercialista.
Per i corsi liberi non serve un'autorizzazione dedicata: lo sportello unico della Sardegna, per esempio, mette la scuola di formazione tra le attività libere. I locali però devono essere a posto sul piano urbanistico, igienico-sanitario e dell'agibilità, e se servono lavori o una segnalazione di inizio attività lo stabilisce lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) del tuo Comune. Chiamalo prima di firmare l'affitto.
Locali e assicurazione
Prima del contratto d'affitto verifica anche che la destinazione d'uso dell'immobile sia compatibile con una scuola e che il locale sia agibile.
In aula ci sono persone, spesso minori, quindi valuta con un assicuratore una polizza di responsabilità civile verso terzi prima della prima lezione. Se assumi qualcuno per lavorare a contatto con i bambini, prima dell'assunzione devi chiedere il suo certificato del casellario giudiziale, come prevede il decreto legislativo 39 del 2014.
Corsi liberi o formazione riconosciuta?
Se vendi corsi a privati e aziende fai corsi liberi, e l'attestato di frequenza lo rilasci tu, a nome della scuola. È la forma più semplice per partire.
Il discorso cambia se vuoi erogare formazione finanziata con fondi pubblici o corsi con un attestato regionale. Lì serve l'accreditamento presso la Regione, e ogni Regione ha il suo sistema. In Lombardia, per dirne una, l'accreditamento definitivo è la condizione per accedere ai finanziamenti pubblici regionali. Chiede locali idonei e documentati, un sistema di gestione della qualità e affidabilità economica; le domande si presentano dal 10 gennaio al 31 luglio e dal 1° settembre al 20 dicembre.
Per una scuola al primo anno, di solito, l'accreditamento è un passo da mettere in agenda più avanti, quando la struttura c'è.
Le certificazioni linguistiche internazionali sono un terzo binario: prepari agli esami, oppure diventi sede d'esame con un accordo con l'ente certificatore. Che valore abbia ciascun titolo, e per cosa, verificalo ente per ente.
Franchising o scuola indipendente?
Con il franchising compri un marchio riconoscibile, un metodo, i materiali, la formazione dei docenti e spesso un supporto sulla comunicazione. Il primo giorno parti con un sistema già pronto.
In cambio paghi un diritto d'ingresso e delle royalty, e una parte delle decisioni (prezzi, programmi, comunicazione) segue le regole della rete. Per qualcuno è un sollievo, per altri un limite. Conviene, quindi? A chi vuole partire con un metodo già scritto e accetta di seguirlo.
La legge 129 del 2004 obbliga l'affiliante a consegnarti il contratto completo almeno 30 giorni prima della firma, con la lista degli affiliati e la variazione del loro numero negli ultimi tre anni. Quella variazione leggila bene, perché ti dice quante scuole sono entrate nella rete e quante ne sono uscite.
Da indipendente non paghi royalty e decidi tu prezzi e programmi, ma il nome, il metodo e la ragione per cui una famiglia dovrebbe sceglierti li costruisci da zero.
Quanto costa aprire una scuola di lingue, e dove trovare i fondi
Quanto spendi dipende dalla città, dai metri quadri e da quanti docenti metti in aula. Le voci sono queste.
- I locali: canone, deposito, eventuali lavori di adeguamento.
- Arredi, attrezzature, la tecnologia per le aule e per le lezioni online.
- I docenti, dipendenti o collaboratori.
- Commercialista, assicurazione, materiali didattici.
- Sito, insegna, la promozione dei primi mesi.
- La cassa per i mesi in cui paghi e non incassi ancora.
A settembre 2026 il sito di Invitalia dà aperte alcune misure per le imprese nuove. «Oltre Nuove imprese a tasso zero» (ON) è per micro e piccole imprese nate da non più di 60 mesi, con soci in maggioranza tra i 18 e i 35 anni oppure donne. Copre fino al 90% delle spese ammissibili, ma dal 1° luglio 2026 il fondo perduto è esaurito e resta il finanziamento a tasso zero, da restituire in dieci anni. Tra i settori ammessi ci sono i servizi alle persone; verifica con Invitalia che la tua attività ci rientri.
«Autoimpiego Centro-Nord» e «Resto al Sud 2.0» sono per chi ha tra i 18 e i 35 anni ed è inattivo, disoccupato o in una delle altre condizioni previste. Funzionano a sportello, aperto dal 15 ottobre 2025, fino a esaurimento delle risorse.
Poi ci sono i bandi regionali e quelli delle Camere di commercio, che aprono e chiudono durante l'anno: controlla quelli attivi nel momento in cui fai domanda. Un finanziamento a tasso zero va comunque restituito, e lo restituisci con i margini della scuola.
Conviene aprire una scuola di lingue? Fai il conto di un'ora
Conviene se il prezzo di un'ora di lezione copre quello che l'ora ti costa, e ci lascia sopra un margine.
Prendi Elena. Dodici anni da insegnante di inglese, poi a settembre apre la sua scuola a Verona: due aule, lei in cattedra, due docenti a collaborazione. Il listino lo fissa guardando le due scuole del quartiere e stando un po' sotto, per farsi notare.
A ottobre le aule sono piene. A giugno il commercialista le mette davanti i numeri, e i numeri non tornano. Facciamo un passo indietro e guardiamo cosa mancava in quel listino.
- L'affitto corre per dodici mesi, le iscrizioni pagano da ottobre a giugno.
- Il costo di un'ora comprende il compenso del docente e poi l'affitto, le utenze, i materiali, la segreteria, gli arredi da ammortizzare.
- Le ore che Elena lavora senza che nessuno gliele paghi: i preventivi, le telefonate con i genitori, le sere passate a rispondere ai messaggi.
- I compensi dei due docenti, che si avvicinano alla soglia dei 20.000 euro del forfettario. C'è il rischio che il regime scelto a settembre vada rivisto già per l'anno dopo.
Diviso quello che resta per tutte le ore lavorate, Elena guadagna all'ora meno di quando era dipendente. Non è una colpa: nessuno le aveva mostrato quel conto prima di aprire. Il prezzo giusto parte dal costo reale di un'ora, e come costruirlo lo spiego nella guida su come stabilire il prezzo di una scuola di lingue.
Posizionamento e primi iscritti: chi deve sceglierti, e perché
Prova adesso, prima di aprire. Scrivi la frase con cui descriveresti la tua scuola a uno sconosciuto, poi togli il nome. Se potrebbe essere la scuola di chiunque («corsi di qualità, ambiente familiare»), un posizionamento ancora non ce l'hai.
Una scuola nuova può scegliere a chi parlare prima di avere clienti da non scontentare. Insegnare ai bambini, agli adulti che lavorano, alle aziende o a chi prepara un esame sono mestieri diversi, con clienti diversi.
Una scuola di inglese per bambini, per dire, vende a due persone. Il bambino deve divertirsi, il genitore paga e vuole vedere i progressi. Online risparmi l'aula, ma concorri con scuole di tutta Italia e con le app, e ti serve una ragione ancora più precisa per essere scelto. Ne parlo nella guida su come differenziarti da app e catene.
I primi iscritti arrivano, il più delle volte, da chi ti conosce già: ex studenti, colleghi, amici con figli in età da corso, le aziende della zona. Parti da un elenco di nomi veri, prima di spendere in pubblicità. Il sistema per acquisire studenti in modo prevedibile lo costruisci dopo, con i numeri del primo anno in mano.
Il punto: fai il conto di un'ora prima di scrivere il listino
Questa settimana prendi un foglio e scrivi quanto ti costa un mese di scuola: affitto, utenze, compensi dei docenti, commercialista, assicurazione, materiali. Dividi il totale per le ore di lezione che conti di vendere in un mese pieno. Poi rifai il conto sull'anno, con i mesi estivi in cui l'affitto corre e le lezioni calano. Il numero che ottieni non comprende ancora il tuo stipendio, ed è il minimo sotto cui un'ora di lezione ti fa perdere soldi.
Il conto di un'ora è uno dei pezzi che si costruiscono nello School Growth Program, edizione 2026-2027. Il programma lavora con scuole già aperte, perché parte dai loro numeri veri. Se stai aprendo adesso, il momento giusto arriva con il primo bilancio in mano.
Domande frequenti
Quali sono i requisiti per aprire una scuola di lingue?
Per una scuola che fa corsi liberi non serve un'autorizzazione dedicata. Servono un'impresa, aperta con la Comunicazione unica, il codice ATECO 85.59.10 «Corsi di lingua straniera» e locali in regola con urbanistica, igiene e agibilità. Se servono lavori o una segnalazione di inizio attività lo verifichi con lo Sportello unico per le attività produttive del tuo Comune. L'accreditamento regionale entra in gioco solo se vuoi fare formazione finanziata con fondi pubblici.
Quanto costa aprire una scuola di lingue?
Dipende dalla città, dai metri quadri e da quanti docenti metti in aula. Le voci sono sempre queste: locali (canone, deposito, lavori), arredi e tecnologia, docenti, commercialista e assicurazione, materiali, sito e promozione dei primi mesi. Aggiungi la cassa per coprire i mesi in cui paghi l'affitto e le iscrizioni non sono ancora arrivate.
Conviene aprire una scuola di lingue?
Conviene se il prezzo di un'ora di lezione copre il suo costo reale e ci lascia sopra un margine. Nel costo reale entrano affitto, utenze, materiali, segreteria e le ore di gestione che il titolare lavora senza che nessuno gliele paghi. Una scuola che vende corsi sull'anno scolastico incassa da ottobre a giugno e paga l'affitto per dodici mesi: se il prezzo non ne tiene conto, il margine sparisce.
Ci sono finanziamenti per aprire una scuola di lingue?
Sì, ma cambiano spesso. A settembre 2026 Invitalia ha aperte «Oltre Nuove imprese a tasso zero», per imprese giovani o femminili (dal 1° luglio 2026 solo finanziamento a tasso zero, perché il fondo perduto è esaurito), e, per chi ha tra i 18 e i 35 anni ed è disoccupato o inattivo, «Autoimpiego Centro-Nord» e «Resto al Sud 2.0». Ci sono poi i bandi regionali e camerali: controlla quelli attivi quando fai domanda e verifica che la tua attività rientri tra quelle ammesse.
Conviene aprire una scuola di lingue in franchising?
Dipende da quanto vuoi decidere da solo. Il franchising ti dà marchio, metodo, materiali e formazione; in cambio paghi un diritto d'ingresso e delle royalty, e su prezzi, programmi e comunicazione segui le regole della rete. Per legge (la 129 del 2004) l'affiliante deve consegnarti il contratto almeno 30 giorni prima della firma, con la lista degli affiliati e la variazione del loro numero negli ultimi tre anni: leggila con attenzione.
Si può aprire una scuola di lingue online?
Sì. Il codice ATECO 85.59.10 comprende anche i corsi online e le pratiche d'impresa sono le stesse, ma senza aula risparmi affitto e adeguamenti dei locali. In cambio concorri con scuole di tutta Italia e con le app, quindi conta ancora di più dire a chi ti rivolgi e perché dovrebbero scegliere te.
Come si apre una scuola di inglese per bambini?
Le pratiche sono quelle di ogni scuola di lingue, con due attenzioni in più: una polizza di responsabilità civile adatta a chi ha minori in aula e, per chi assumi a contatto con i bambini, la richiesta del certificato del casellario giudiziale prevista dal decreto legislativo 39 del 2014. Poi ricorda che vendi a due persone: il bambino, che deve divertirsi, e il genitore, che paga e vuole vedere i progressi.